2. Come si assegnano le concessioni idroelettriche

2. Come si assegnano le concessioni idroelettriche

COME VENGONO ASSEGNATE LE CONCESSIONI?

Il D.L. n. 135/2018 (cd. “D.L. Semplificazioni) dispone la regionalizzazione della proprietà̀ delle opere idroelettriche alla scadenza, decadenza o rinuncia delle concessioni.

Le Regioni possono assegnare le concessioni:

  1. ad operatori economici individuati attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica;
  2. società a capitale misto pubblico-privato, nelle quali il socio privato viene scelto attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica; 
  3. mediante forme di partenariato pubblico-privato. 

La assegnazione delle concessioni avviene sulla base di legge regionale che deve avere taluni contenuti predefiniti tra cui:

  • i termini di durata 
  • gli obblighi o le limitazioni gestionali, compresa la possibilità̀ di utilizzare l’acqua invasata per fronteggiare situazioni di crisi idrica o per la laminazione delle piene
  • livelli minimi in termini di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza, determinando obbligatoriamente una quota degli introiti derivanti dall’assegnazione, da destinare al finanziamento delle misure dei Piani di gestione distrettuali o dei piani di tutela finalizzate alla tutela e al ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione
  • le misure di compensazione ambientale e territorialeanche a carattere finanziario, da destinarsi ai territori dei comuni interessati dalla presenza delle opere e della derivazione compresi tra i punti di presa e di restituzione delle acque
  • le modalità̀ di valutazione, da parte dell’amministrazione competente, dei progetti presentati in esito alle procedure di assegnazione 

Le leggi regionali possono disporre inoltre alcuni oneri aggiuntivi, tra cui segnaliamo:

  • l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni, 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50% destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni. 

Le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche devono essere avviate entro due anni dall’entrata in vigore della legge regionale.

QUANTO PAGA IL CONCESSIONARIO PER LO SFRUTTAMENTO DELLE DERIVAZIONI IDROELETTRICHE?

Lo sfruttamento idroelettrico è concesso dietro corresponsione di un canone, determinato con le singole leggi regionali, sentita l’ARERA, articolato in una componente fissa, legata alla potenza nominale media di concessione, e in una componente variabile.

CHE PREVEDE(VA) IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI?

Il Decreto Semplificazioni prevedeva la corresponsione del 60% dell’importo del canone di concessione alle Province e Città Metropolitane; tale norma è stata dichiarata incostituzionale con sentenza N. 155 del 25 giugno – 21 luglio 2020 in quanto “disposta in favore  di enti territoriali privi di competenze funzionali o gestionali  in  materia di grandi derivazioni idroelettriche”. 

Resta in capo alla Regione, pertanto, la definizione delle modalità e degli importi trasferiti da questa alle Province. 

Una sintesi dello stato di fatto è disponibile su centro studi Camera dei Deputati.

Il richiamo alla norma, ancorché incostituzionale, viene in questa sede riportato in quanto, come vedremo al prossimo paragrafo, vi sono Regioni che hanno legiferato trasferendo alcune funzioni alle Province e, in esito a tale scelta, hanno deciso di corrispondere alle Province una cospicua aliquota dei canoni di concessione. 

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Par. 3. Le concessoni idroelettriche: la Legge Regionale in Piemonte, un approccio innovativo>