La ricostruzione in stallo

La ricostruzione in stallo

La Ricostruzione è in stallo. Nel Lazio, sono state presentate pratiche solo sul 25% di edifici con danni “lievi” (ma inagibili!!). Non è solo un problema del Lazio: nell’intera Regione Marche mancano ancora 14.235 perizie giurate, presentate appena 1.300 domande di contributo, delle quali solo 190 già approvate.
Un ritardo, ufficializzato dai dati degli Uffici Speciali per la Ricostruzione(USR), clamoroso rispetto a tutti i cronoprogrammi immaginati per la ricostruzione.
E’ una situazione su cui NOME aveva acceso un faro a Novembre 2017, rilanciando come il fattore “tempo” fosse decisivo per una ripartenza, e mettendo in luce una serie di problematiche nella relazione fra i professionisti e gli Uffici Speciali per la Ricostruzione(USR). (qui il link: https://www.facebook.com/notes/nome-officina-politica/burocrazia-e-%C3%A8-terremoto/386248348493024/)
A fronte di tale “disastro”, gli USR, con note a firma dei rispettivi dirigenti, oggi “tirano le orecchie” a Sindaci e Ordini Professionali, con un richiamo che recita: <<E’ inutile sottolineare l’importanza e l’imminenza delle scadenze citate (30 Aprile2018) che, ove disattese, potrebbero (…..) comportare assunzioni di specifiche responsabilità>>.
Un richiamo in cui leggiamo il tentativo di scaricare responsabilità su un territorio che sta subendo, dopo il terremoto, una inondazione di norme, nel sommarsi di ordinanze, correttivi, ecc. che spesso non affrontano il punto centrale delle questioni. Solo ad esempio, il fatto a tutti noto, delle problematiche sulle certificazioni di conformità urbanistica su una grande quantità di immobili con danni lievi.
Dobbiamo ringraziare, quindi, la Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, che <<ha conferito mandato ai propri legali la immediata verifica dei termini>>, con riferimento a presunte “responsabilità” in caso di sforamento del termine del 30 Aprile per i progetti danni lievi. Ordine professionale che ha risposto adeguatamente e nel merito, evidenziando <<la burocratizzazione inutilmente esasperata che sta disgregando le aree interne>>, e le <<complicazioni burocratiche derivanti da una regolamentazione tecnica che poco si addice alle caratteristiche dei territori>>.
Come Associazione NOME Officina Politica, ad oggi riscontriamo che sono proprio i tecnici, verso i quali l’USR punta il dito, che stanno “finanziando la ricostruzione” anticipando spese e tempo. Si auspica un “cambio di passo” degli Uffici Speciali per la Ricostruzione, che producano, di concerto con gli Ordini professionali, proposte per RISOLVERE i problemi, magari assumendo personale assunto ad hoc come fu fatto per l’Aquila.
In termini di proposte concrete, auspichiamo una revisione dell’approccio complessivo, attraverso una “sburocratizzazione” che miri all’efficienza del processo, piuttosto che su impostazione “per scadenze” di cui, nei fatti, si è costretti a disporre continuamente la proroga.
Auspichiamo una migliore organizzazione del ricevimento al pubblico, la pubblicazione di una robusta e consistente documentazione a supporto dei progettisti (vademecum, faq) che consenta a tecnici e funzionari di APPLICARE la norma, non essere costretti ad INTERPRETARLA.
Il tutto sperando che gli USR divengano la efficace “cinghia di trasmissione” della Ricostruzione in due direzioni: verso il Governo, per tradurre le peculiarità del territorio in norme adeguate, e verso tecnici ed Enti locali nella produzione dei progetti di ricostruzione.