I convitati di pietra

I convitati di pietra

di Gianfranco Paris
I convitati di pietra sono tutti i membri del consiglio di amministrazione del Nucleo industriale presieduto da Andrea Ferroni, personaggio padrone del vapore della locomotiva Nucleo destinata a binari morti, poco importa se prima di arrivare al capolinea finisca per deragliare.
Il 16/5 pomeriggio i loro nomi spiccavano tutti davanti all’uditorio della manifestazione che si è tenuta nella sala consiliare del comune di Rieti per la consegna al Sindaco delle mille firme raccolte su iniziativa di NOME-Officina politica in collaborazione con i sindacati e molte associazioni politico-culturali esistenti a Rieti. Quesi i nomi dei convitati di pietra: Antonio Cicchetti (Sindaco di Rieti), Leonardo Ranalli (Sindaco Cittaducale), Davide Basilicata (Sindaco Fara Sabina), Mariano Calisse (Sindaco Borgorose), Giuseppe Rinaldi (Presidente Provincia), Riccardo Bianchi (Presidente Federlazio), Alessandro Di Venanzio ( Presidente Unindustria Rieti), Vincenzo Regnini ( CCIAA).
Alla manifestazione, per la prima volta in questi ultimi anni, erano presenti in moltissimi e, fatto veramente da sottolineare, si è visto qualche consigliere comunale di maggioranza e di opposizione e, di sfuggita tanto per curiosare, qualche membro della Giunta comunale, come se non fosse “cosa” loro.
Dalla lettura dei nomi dei convitati di pietra, tutti invitati, ma che si sono ben guardati dallo intervenire ignorando che mille cittadini hanno disapprovato firmando con nome e cognome, altro fatto eclatante a Rieti città nella quale gli abitanti prediligono comportarsi come le talpe (“crocchie” in dialetto reatino), emerge che essi sono tutti rappresentanti di enti locali o di strutture pubbliche, tutti che dovrebbero occuparsi del benessere della cittadinanza.
Essi invece, in dispregio delle leggi che regolano la materia urbanistica, come ha spiegato molto bene l’ing. Pablo de Paola che ha studiato il caso pur se boicottato dalla struttura urbanistica del comune di Rieti, hanno concesso ad una società privata di ampliare il parcheggio gratuito che era stato costruito dalla USL di Rieti con i soldi della collettività, trasformandolo, su delega del comune stesso che per ignavia si è spogliato delle sue prerogative, in un parcheggio a pagamento privato incamerando anche quella parte realizzata a spese della collettività mediante versamento al Nucleo industriale di una somma cospicua, destinata a mantenere in vita la struttura del Nucleo industriale che ormai non serve più a niente, che sarà tutta sborsata dai parenti di coloro che andranno all’ospedale tutte le volte che qualcuno in famiglia si ammala seriamente.
Una faccenda veramente edificante!
Ma ciò che stupisce più di tutto è l’atteggiamento dei convitati di pietra, il cui presidente ha dichiarato apertamente che a lui le potestà dei mille cittadini non interessano perché ha altro da fare perché tutto concentrato a realizzare il bene della collettività!
E’ bene ricordare alla cittadinanza immemore che questo signore, proveniente della fila del PCI, dopo il suo flop come candidato sindaco nel 2002, per altro previsto, si impadronì del nucleo industriale con il consenso del sindaco che era stato eletto al posto suo in quelle elezioni che proveniva invece dalle fila del MSI, eletto da tutti i membri del consiglio di amministrazione di provenienza degli enti locali e amministrativi del territorio di provenienza politica diversa realizzando una gestione in nome di una unione di intenti politici che ben presto è diventata una gestione senza controllo avente come unico obiettivo accontentare tutti e tirare a campare. Nello stesso periodo il Nucleo industriale è diventato un fantasma per lo più trasformato in una zona commerciale dove sono stati concentrati un numero di supermercati che basterebbero per almeno una città di un milione di abitanti.
Ora che il Nucleo non ha più niente da fare perché è arrivato al terminale, si sono inventati, sempre con il consenso di quello stesso sindaco di allora, di recente rieletto, di affidare la realizzazione del parcheggio di cui sopra ad una società privata, dalla cui gestione dovrebbero ricevere i soldi necessari per tirare a campare, cioè pagarsi gli stipendi ed i gettoni.
La cosa più grave è che il comune si è spogliato dei poteri affidatigli dalla costituzione per la gestione del territorio svendendo gli interessi della cittadinanza nemmeno per i famosi trenta denari, ma gratuitamente, rinunciando alla protesta urbanistica affidatagli dalla costituzione.
E’ una faccenda veramente incredibile. Se la racconti in giro ti prendono per un burlone!
Eppure è così. Alla manifestazione del 16 scorso non c’era nessuno di loro, pur inviati, non hanno nemmeno il coraggio di sostenere la bontà delle loro idee di fronte alla cittadinanza!
Loro delle mille firme se ne fregano. E’ così perché la città ce li ha abituati.
Sembra però che questa volta la gente sia decisa a fare sul serio. vedremo.
Un fatto è certo, costoro aspettano che i cittadini si stanchino. Sarà una lotta contro i muri di gomma. Ma non bisogna scoraggiarsi.
NOME-Officina politica ha intenzione di non mollare. Speriamo che altri abbiano la stessa intenzione.