Sanità a Rieti: occasione di confronto fra Politica e Società civile

Sanità a Rieti: occasione di confronto fra Politica e Società civile

13 Febbraio 2019 0 Di NOME Officina Politica

In questi giorni la cronaca racconta l’attivismo di organizzazioni di volontariato, raggruppatesi nel Coordinamento per il Diritto alla Salute, che, oltre la quotidiana attività vicino a anziani, malati e bisognosi, si sta attivando, andando fisicamente alla ricerca e trovando un confronto con la classe politica, trasversalmente e a tutti i livelli. Perché?

 

Il peggioramento del livello dei servizi sanitari, per mille cause e motivazioni, ha generato una urgenza, una emergenza nel vissuto quotidiano degli operatori, non ulteriormente rinviabile.

 

Sembrano in bilico, nel volgere di pochi anni, servizi dati per scontati; non sembra bastare l’annuncio di un “nuovo ospedale” a risollevare un sentire comune che percepisce un rischio imminente, incentrato sui “contenuti”, piuttosto che sul “contenitore”. La richiesta che viene formulata a tutte le forze politiche, sia a quelle con responsabilità di governo che a quelle con responsabilità di proposta all’opposizione – a tutti i livelli –  è il superamento del modello sanitario imposto a Rieti con il decreto 219/2014.

 

L’Associazione NOME Officina Politica, ha chiesto di poter assistere a questi incontri, per comprendere e maturare una posizione indipendente, e siamo stati favorevolmente accolti. Stiamo ascoltando, proviamo ad offrire un contributo di riflessione quando richiesto.

 

Percepiamo che il momento possa essere favorevole, a Rieti e soprattutto oltre Rieti, per una condivisa presa di coscienza delle “specificità del territorio” che non rappresentano sterili rivendicazioni di attenzione, o lamentele. Che sono invece obiettive e concrete situazioni che necessitano un approccio differente rispetto all’area metropolitana, o ad altre province più efficacemente servite. E’ il tema delle cosiddette “aree interne”, ben più ampio della situazione emergenziale rappresentata dal “cratere sismico”.

 

Che si tramuti, per la sanità, in un vero progetto di investimento che deve vedere nel nostro Ospedale il cardine di un sistema sanitario in grado di essere, veramente ed efficacemente, volano dell’intero sistema sanitario provinciale, superando il sistema delle deroghe di volta in volta “concesse”, ad un territorio che non vuole essere rappresentato con il cappello in mano, ma protagonista della vita del Paese.