Sanità: rivoluzioni in vista?

Sanità: rivoluzioni in vista?

Accade spesso che l’Estate rappresenti il periodo di incubazione di “rivoluzioni” politiche e amministrative, più o meno profonde, che trovano concretizzazione nell’Autunno successivo, a giochi fatti e talvolta con la sorpresa dei cittadini distratti dal caldo e dalle attività estive.

Quindi, se al livello nazionale si stanno preparando interventi sostanziosi sulla finanza pubblica, in ambito locale nell’autunno 2019 ci aspettiamo la produzione, da parte della ASL di concerto con la Regione Lazio, del piano strategico aziendale che disegnerà le azioni da intraprendere e che rappresenteranno il futuro della sanità reatina.

Un “futuro” disegnato nel riordino della rete ospedaliera già nel 2010, con il DCA della Regione Lazio 80/2010 che prevedeva, per il territorio della ASL di Rieti, il mantenimento di un’unica sede ospedaliera coincidente con l’Ospedale de Lellis di Rieti, con una dotazione di 369 posti letto di ricovero ordinario e 49 posti letto di day hospital, la riconversione in Centri Clinici Assistenziali Distrettuali (CeCAD) degli ospedali di Magliano Sabina ed Amatrice. Un documento di programmazione, sul quale non solo è mancato il dibattito politico locale, ma che negli anni, è risultato clamorosamente disatteso, come certificato negli atti ufficiali della ASL Rieti.

Di fatto, dal 2010 la ASL di Rieti non solo non ha attivato i posti previsti dal decreto, che hanno invece subito una costante riduzione, ma addirittura i dati reperibili sulle piattaforme di monitoraggio della Regione Lazio raccontano di volumi di attività aziendale in costante diminuzione, mentre analisi di organi indipendenti (vedi sole 24 ore) collocano Rieti come la Provincia tra quelle con il maggior tasso di emigrazione ospedaliera fuori Regione, e con un tasso di attrattività dall’esterno pressoché nullo.

Il tutto, mentre con la drammatica “scusa” del terremoto di Amatrice, latita l’attuazione dei progettati servizi di assistenza territoriale, quando invece la “scusa” avrebbe dovuto rappresentare la spinta per una decisa accelerazione e integrazione – e magari revisione – di quanto già progettato, non solo nell’area del cratere.

Vista l’assenza di una attività di comunicazione pubblica indipendente, NOME Officina Politica, con il coinvolgimento di portatori di interesse, si farà portatrice, nei giorni e nelle settimane a seguire, di dati e considerazioni sia sulla stampa che tramite iniziative pubbliche, per suscitare il dibattito su temi rispetto ai quali raccogliere, già a Settembre, una ampia discussione politica, scevra di strumentalizzazioni e per il bene della salute pubblica.