Rieti: delitto su commissione

Rieti: delitto su commissione

14 Novembre 2019 0 Di NOME Officina Politica
Per l’interesse di pochi, uccideranno definitivamente il commercio, e con esso la struttura sociale dell’intera città di Rieti. Approvate in Regione le varianti al PRG del Consorzio Industriale, viene sbloccata la grande e media distribuzione commerciale al Nucleo, e la assegnazione delle aree passa da diritto di superficie alla piena proprietà.
Tutto disegnato, come negli anni ’90 con il cambio di destinazione d’uso commerciale degli opifici industriali, che ha assassinato il commercio cittadino. La grande distribuzione dei supermercati nel nostro Comune è oggi seconda in Italia per estensione ogni mille abitanti, il quadruplo di Roma, il triplo di Frosinone, il doppio di Latina e Viterbo.
Tutto disegnato, come con la approvazione del PRG del 2009, quando fu certificata la desertificazione industriale del nucleo Rieti-Cittaducale, e come regalo finale ottenemmo il pacco avvelenato del “parcheggio a pagamento” dell’Ospedale dé Lellis (800.000 euro il solo esproprio, parole di Ferroni) che giace oggi come cantiere abbandonato.
Stavolta, conosciamo per tempo l’arma del delitto: è la delibera approvata ieri in Regione. I mandanti, li conoscevamo già, elencati nella Deliberazione dell’assemblea dei soci del Consorzio industriale n. 4 del 11 settembre 2017: tra gli altri, Ferroni, Calisse, Basilicata, Rinaldi, Regnini, il presidente di Federlazio e di AeA Riccardo Bianchi. Non sappiamo, perché non compaiono, che ruolo abbiano svolti i neo-eletti sindaci di Rieti e Cittaducale Cicchetti e Ranalli, magari ancora alle prese con la sbornia post elettorale. E magari Calisse poteva essere distratto da minuscoli interessi che riguardavano il proprio Comune (aggiornata la tipologia delle attività industriali che possono insediarsi nella zona agroalimentare di Borgorose), rispetto alle esigenze del Capoluogo della Provincia a cui sarebbe stato designato.
La Provincia, i Comuni di Rieti e Cittaducale non possono farsi estromettere in questo modo. E se non loro, (magari i sindaci pensano di raccattare le briciole), almeno i cittadini, che in maniera sistematica vengono continuamente distratti ed aizzati tra loro su questioni di infimo rilievo, nel più classico schema “divide et impera”.
Concertazione, condivisione: vuote parole buone per una campagna elettorale.
Una città in difficoltà col piccolo commercio e con il centro in abbandono, ragiona da tempo sull’opportunità di fare l’ennesimo centro commerciale all’ex zuccherificio, in una zona nevralgica che aspetta da 40 anni di essere recuperata: addirittura, con questa scelta l’ipotesi diviene ancora meno appetibile!!
Con la delibera approvata ieri, la Regione certifica l’esproprio della facoltà del territorio di governarsi e darsi le regole più adeguate alle proprie esigenze: già prima della riforma, all’ASI si decideva sopra le nostre teste, ora direttamente a Roma, forse nemmeno più nelle segreterie dei partiti ma direttamente davanti ai caminetti.
E invece di aiutare e favorire un nuovo sviluppo industriale e produttivo, pensa dare spazio e chances alla media e grande distribuzione!!
E quindi, magari avremo un nuovo centro commerciale in un capannone dismesso; poi una multisala (così gli odiatori del “cinema Moderno” saranno finalmente felici); indi in altro capannone (ex Schneider, ad esempio!) una pizzeria; poi una discoteca da Torda; infine una piadineria da qualche altra parte. Et voila’ ! Il centro in mano agli odiati extracomunitari e i veri reatini nei quartieri periferici coi divertimenti al nucleo.
Con buona pace dei nostalgici degli anni cinquanta; e tutto questo, per gli interessi di chi?
Una variante portata in discussione in Regione alla chetichella, senza alcuna possibilità di verifica ed approfondimento da parte dei consiglieri. Praticamente nessuno (tranne pochi eletti) nell’aula ha potuto vedere i documenti che hanno approvato.
Lo leggiamo chiaramente nello stenografico della seduta del consiglio Regionale:
Righini: “non è mai accaduto che un ordine del giorno di una seduta convocata il 25 settembre fosse integrato una dozzina di volte con leggi e proposte di delibera consiliare, sui temi più svariati”, “Ma qua ci stiamo buttando dentro di tutto”, “Io su questi temi avrei avuto qualcosa da dire. Non ho potuto presentare emendamenti, è un tema importante, peraltro, quello di Rieti. Credo quindi che un approfondimento rispetto a questo tema potesse essere opportuno”
Pernarella: “Noi non abbiamo avuto proprio modo di capire che cosa stesse accadendo all’interno di quel Consorzio, perché nessuno ha ritenuto di venircelo a spiegare. L’unico Consigliere di Rieti eletto non è membro della Commissione e quindi non abbiamo potuto neanche ascoltare dalla sua viva voce“, “il Gruppo si esprimerà con un voto di astensione sperando che almeno in questo caso non si stia perpetuando uno sfregio al territorio”.
Si, Consigliera Pernarella. Si sta perpetuando l’ennesimo sfregio economico a questo territorio, probabilmente quello definitivo. E il tutto su un’area dove è previsto un investimento di 189 milioni per la edificazione del nuovo ospedale, che dovrà coabitare con servizi e funzioni di tutt’altra natura, e magari contendersi esigenze di viabilità, servizi, approvvigionamento. Ed anche servizi sanitari privati.
Ma questa è un’altra questione, sarà presente a coloro che stanno gestendo “quella” partita?