Test sierologici: bene, ma…

Test sierologici: bene, ma…

Ci siamo: al via i test sierologici a Rieti. Finalmente. Però dipende.
Da cosa? Da quello che confermerà o correggerà il DG della ASL rispetto alle affermazioni fatte nell’intervista del 23 Aprile al Messaggero: “si tratta di test…che misurano la quantità di anticorpi presenti nel sangue(IgM e IGg) e presenti sia durante la fase dei sintomi (malattia) sia alla guarigione”.
In particolare: ci risulta essere in corso un dibattito acceso in diverse regioni d’Italia su quali test sierologici si faranno, con quale tecnologia e soprattutto per quale finalità.
La Regione Lazio, e quindi la ASL di Rieti, cosa dicono? Si faranno davvero indagini su IgG e IgM come affermato? Sarebbe davvero spiacevole se non fosse così, e se magari si facessero solo su IgG, giacché mentre le IgG suggeriscono la presenza di una memoria immunitaria (infezione passata) le IgM indicano una infezione in corso, da verificare immediatamente via tampone.
Le IgG sono senz’altro utilissime per il futuro, ma senza dimenticare che se politicamente siamo in Fase 2, epidemiologicamemte siamo ancora in Fase 1, come ci segnala lo stillicidio di positività “trovate”. Fare quindi una campagna di test senza avere la possibilità di individuare i contagiosi sarebbe imperdonabile.
A meno di affiancare i test sierologici ai tamponi, per i quali la DG dice non essere presenti ”tutte le apparecchiature necessarie”. Ma poiché le macchine sono le stesse con cui si fanno routinariamente altri test HIV, HCV quali sono queste apparecchiature? Saranno piuttosto i reagenti, che possono essere facilmente acquistati? Alla luce delle ultime notizie sulla aggiudicazione dell’appalto per i test sierologici ad Abbott, da quanto apprendiamo attraverso varie fonti di dominio pubblico , gli unici test possibili saranno sulle IgG e non anche sulle IgM come affermato dalla D’Innocenzo nella suddetta intervista.
Se davvero è così, affiancare i tamponi ai test sierologici diventerebbe una urgente priorità. Acquistando reagenti e facendo lavorare il laboratorio analisi del De’ Lellis. A meno che non si voglia confermare che il laboratorio non è veramente attrezzato, e a questo punto giocoforza continuare a spedire i tamponi in giro per il Lazio , esattamente con gli stessi problemi di affidabilità e tempistica riscontrati finora.
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Estratto dell’intervista del DG Il Messaggero 23 Aprile
Come funzionano nello specifico questi test sierologici, detti anche anticorpali? «Si tratta di test di laboratorio quantitativi, effettuati attraverso un normale prelievo di sangue, che misurano la quantità (valore) di anticorpi presenti nel sangue (IgM e IgG) e presenti sia durante la fase dei sintomi (malattia) sia alla guarigione». Perché i test sierologici sul Covid-19 sono importanti? «Perché forniscono informazioni per avere un quadro cronologico dell’infezione». Qual è la differenza tra i tamponi e i testi per gli anticorpi? «I test di laboratorio-quantitativi misurano il valore totale di anticorpi in soggetti che sono sicuramente entrati in contatto con il Sars-CoV-2. Il tampone naso-faringeo certifica se una persona è infetta e contagiosa». Il laboratorio analisi è attrezzato per poter svolgere l’attività di screening? La struttura è dotata delle apparecchiature necessarie per questo tipo di analisi? «Il laboratorio analisi dell’ospedale de Lellis di Rieti è dotato delle apparecchiature necessarie per le determinazioni sierologiche. È attrezzato per poter svolgere autonomamente l’attività di screening, in questo senso siamo autosufficienti per svolgere l’indagine di sieroprevalenza. Il laboratorio analisi non è in grado di svolgere attualmente le analisi virologiche avanzate Pcr (per identificare il Covid-19), in quanto non sono presenti tutte le apparecchiature necessarie»