Complotti e sabotaggi

Complotti e sabotaggi

14 Settembre 2020 0 Di NOME Officina Politica

A furia di evocare “complotti” nei mesi scorsi, a Rieti stanno ora prendendo forma sabotaggi e manomissioni. Tra siti hackerati, (Comune di Rieti) e macchinari manomessi (il PCR per la analisi tamponi Covid19 della ASL Rieti), è demandata alla polizia postale e alla polizia di Stato la ricerca dei “colpevoli”. Mai che si ponga però l’accento sui “responsabili”. Chi sono i soggetti tenuti a curare e vigilare sui beni pubblici? E sui dati personali? Chi controlla se siano messe in atto tutte le disposizioni ed attività previste per prevenire l’accaduto? E chi controlla (e valuta) i controllori?

NOME Officina Politica ha sempre inteso distinguere le responsabilità politiche dai reati penali. Ma, la storia insegna, una scarsa cultura manageriale o capacità amministrativa può dare luogo a falle in cui si può inserire l’errore, o peggio il malaffare.

E tra le responsabilità politico amministrative, sta diventando un elenco interminabile il tema della trasparenza: siti web che “scompaiono” in scadenza di bandi di concorso (APS), altri che vengono messi “in manutenzione” nel mezzo di tempeste mediatiche in occasione della aggiudicazione di appalti (consorzio industriale, vicenda “parcheggio”). Enti pubblici che non rendono pubblici i nomi dei vincitori di concorso (ancora APS, con il Sindaco Cicchetti che non risponde neanche a fronte di minacciate denunce in Procura).

Per tacere vicende minori in cui siti web vanno “off line” verosimilmente per “dimenticanze” nel rinnovo del dominio (Provincia di Rieti), o le modalità di pubblicazione degli atti pubblici nel sottobosco di molte piccole amministrazioni, su cui ci sarebbe molto da dire, ancora.Sono note le classifiche che pongono Rieti agli ultimi posti in termini di servizi al cittadino, a cui corrisponde una minore capacità di controllo civico e di valutazione pubblica; in gran parte, legati anche ad elementi di base di “cultura digitale” in capo agli amministratori.

E problemi di comunicazione pubblica, in cui si scambia il “comunicato stampa” con la messa a disposizione dei dati e delle informazioni occorrenti agli organi di stampa ed agli esperti per la valutazione indipendente dei fatti.Trattandosi di “cultura”, non si può immaginare un cambio che avvenga dall’oggi al domani.

Sarà un lungo lavoro, necessiterà l’aiuto qualificato di coloro in grado di offrirlo e di tanti che vorranno supportarlo.

La nostra proposta politica agirà in questa direzione.