Covid: i “numeri” rappresentano la realtà?

Covid: i “numeri” rappresentano la realtà?

1 Novembre 2020 0 Di NOME Officina Politica

Affermare che i “numeri” della pandemia decidono le azioni di governo è banale; che questi “numeri” fotografino una situazione che non è quella attuale, ma relativa a settimane passate, e che scontino errori nella filiera di analisi, è anch’esso un fatto di cui si dovrebbe avere una cognizione diffusa.

Su quale sia il “ritardo” e gli “errori di sistema” di queste misurazioni, non si ha una quantificazione basata su osservazioni puntuali. 

NOME Officina Politica, dall’inizio della pandemia, ha monitorato i dati della Provincia di Rieti, raccogliendo i dati resi noti dalla ASL, e riscontrandone la raccolta da Enti regionali (Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio) e nazionali (Ministero della salute/Protezione Civile).

A QUANDO RISALE LA “FOTOGRAFIA” DEL CONTAGIO?

Dal Contagio ai primi sintomi 

Si stima che il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. 

(www.salute.gov.it› dettaglioFaqNuovoCoronavirus)

Prescrizione e esecuzione tampone

La prescrizione e la esecuzione del tampone varia da 2 a 10 giorni e oltre, a seconda se eseguito su soggetti sintomatici o, ad esempio, al termine di un periodo di quarantena. 

Risposta tampone

Per una valutazione “media” dei tempi di risposta ai tamponi, abbiamo elaborato due curve si tendenza sui dati ASL: una relativa ai tamponi giornalieri effettuati, ed una relativa ai contagi giornalieri comunicati. Le due curve (raffrontate graficamente nella ipotesi di 1 positivo ogni 5 tamponi) mostrano una correlazione, con uno sfasamento tra i 5 e i 7 giorni.

 Quindi, possiamo affermare che, nel suo complesso, i dati di contagio ufficializzati a livello locale scontano uno sfasamento temporale di tra i 10 e i 27 giorni dalla data di effettivo contagio.

Facciamo presente che la situazione descritta fa riferimento, secondo la strategia di tracciamento sin qui seguita, alla individuazione di contagi anche in soggetti asintomatici: l’eventuale “cambio di strategia” proposto da alcune Regioni riguardo il monitoraggio dei soli soggetti sintomatici, porterà come effetto collaterale l’ulteriore “spostamento indietro” della fotografia rispetto alla situazione reale.

Riguardo alla tempestività di analisi dei tamponi, registriamo quanto riferito nella inchiesta su Rieti del giornale on line TPI del 1 Novembre 2020, non smentito da ASL, dove si cita “l’analisi dei tamponi molecolari è indietro di 2.200 tamponi”.

COSA ACCADE QUANDO LA ELABORAZIONE PASSA A LIVELLO SOVRA-PROVINCIALE?

Quando la “palla” passa al Dipartimento di Epidemiologia e al Ministero della Salute, intervengono invece degli sfalsamenti, in merito ai quali non abbiamo avuto risposta, sia pubblicamente segnalandolo, sia contattando direttamente il Dipartimento di Epidemiologia del Lazio e la fondazione Gimbe. 

E’ evidente che i dati non vengono “caricati” regolarmente; in alcuni casi sono rimasti “fermi” per giorni, ma più spesso si muovono in maniera scorrelata dalle comunicazioni ASL. In alcuni periodi “recuperano”, tuttavia mai completamente. Ad oggi, questi sono i dati che abbiamo rilevato “mancare” al Ministero della Salute ed alla Regione Lazio rispetto a quanto comunicato dalla ASL. In particolare, si osserva nelle ultime tre settimane, un inspiegabile ulteriore disallineamento dei dati, per cui dalle tabelle in possesso al ministero della Salute mancano ad oggi 268 casi (in gran parte tutt’ora “attivi”) nella Provincia di Rieti. 

Una ulteriore verifica del disallineamento del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, la si può ottenere dal confronto dei dati a livello comunale:

Es.: Prevalenza giornaliera (casi attivi) al 29/10: 30,15 * 46750 abitanti / 10mila = 141 (rispetto ai 209 comunicati dal bollettino del Comune di Rieti)

RICAPITOLANDO

Dalla analisi dei dati “locali, possiamo affermare che tali informazioni fotografano una situazione “reale” di contagio riferita ad un mese prima, mentre da un confronto con le tabelle del Ministero della Salute/Protezione Civile, e con il Dipartimento di Epidemiologia del Lazio si rileva, una sottostima consistente rispetto a quanto pubblicamente comunicato dalla ASL di Rieti.

Fonti

ADDENDUM

Il 2 Novembre 2020 il Corriere della sera pubblica una interessante infografica riguardo l’indice Rt a livello provinciale, da cui si deduce un netto peggioramento dello stato della Provincia di Rieti, ed in base al quale, ad esempio, il Governo sta riflettendo sulla adozione di lockdown “mirati”.

Al tempo stesso, il nostro monitoraggio sulle curve di contagio presso province vicine, danno un andamento, per la Provincia di Rieti, migliore di altre.

Ora, tenendo presente che i due indicatori sono calcolati su dati leggermente diversi, ed in particolare il calcolo dell’Rt è relativo ad una parte della curva e ad un periodo temporale “sfalsato” di circa 1 settimana (faq sul calcolo dell’Rt consultabile QUI) , ciò rimarca la importanza della gestione di dati, che siano sì consistenti e validati in termine numerico assoluto, ma che tengano presente anche i tempi di raccolta, ufficializzazione, elaborazione.