Progettazione europea ambientale: un corso per il Consorzio Universitario di Rieti

Progettazione europea ambientale: un corso per il Consorzio Universitario di Rieti

19 Febbraio 2021 0 Di NOME Officina Politica

Il rapporto di Fondazione Etica sul rating pubblico degli enti e sulla loro capacità di saper spendere i soldi in vista del Piano nazionale di ripresa e resilienza – che “piazza” il Comune di Rieti al terz’ultimo posto in Italia – conferma i contenuti della relazione che NOME Officina Politica presentò in occasione del Convegno “Strategie per il rilancio delle aree interne” promosso dalla rivista “Passaggi”. 

Quei dati, aggiornati, danno sostanza ad una problematica, già drammatica, che  va oltre il perimetro cittadino, e rappresenta misura di un deficit politico e manageriale che va urgentemente colmato a diversi livelli di amministrazione pubblica. 

I dati di OpenCoesione relativi alla programmazione 2014-2020, aggiornati al 31/10/2020, riportano per Rieti la attrazione di circa 180 milioni di Euro, con un finanziamento pro capite pari a 1.123 Euro, inferiore a quello di tutte le provincie confinanti (tra le altre: Terni 1767 Euro, Perugia 1767 Euro, Ascoli 1.857 Euro, Viterbo 1.664 Euro). Ancora più impietoso il confronto in termini di capacità di spesa, con pagamenti effettuati che, ancora, ci collocano in fondo alla graduatoria con soli 109 Milioni, appena il 60%. 

Riteniamo verosimile che i finanziamenti – già attratti in maniera inferiore rispetti alle province vicine – non saranno interamente spesi: al 31/10/2020, risultano conclusi o in fase di ultimazione solo il 18% dei progetti, risultano in corso il 77%, non avviati il 5%.

Posto che il Settore Ricerca e Innovazione, grazie al traino dell’industria, fa la parte del leone, con il 43% delle risorse impiegate nella provincia di Rieti, colpisce la mancanza di iniziative in settori in cui, proprio per le caratteristiche e le esigenze di Rieti e provincia, si avrebbe grande bisogno di iniziative pubbliche: Trasporti 4%, Città e aree rurali 3%, Cultura e Turismo 2%, Inclusione sociale 2%, Agenda digitale 2%, Infanzia ed anziani 0%.

In particolare, nel settennato 2014-2020 l’Italia è stata, nel programma “Life” sui temi ambientali, Leader europeo. A Rieti non se ne avuta traccia traccia.

Questi “numeri” non fanno che rafforzare quanto già espresso da NOME rispetto alla necessità di un nuovo protagonismo del Capoluogo, in termini di leadership territoriale ed in stretta relazione con l’Ente Provincia, per la promozione di un “hub” di progettazione, che sappia coinvolgere enti territoriali e le più vivaci realtà imprenditoriali e professionali che il territorio sia in grado di esprimere. 

Il tutto supportato dal (e “nel”) consorzio universitario, per il quale pare all’orizzonte un nuovo ruolo, per il quale suggerimmo, come opportunità strettamente legata alle risorse del territorio ed alle prospettive in cui è inquadrato il Next Generation EU, la previsione di un corso in “Progettazione europea per la natura e per l’Ambiente”, già attivo in atenei universitari, ed in partnership con l’Università della Tuscia.