Scuole al Perseo? Si, ma…

Scuole al Perseo? Si, ma…

Non sorprende la fretta con cui l’amministrazione comunale tenta di avviare l’iter per ricostruire le scuole Minervini-Sisti, vulnerabili sismicamente come la maggior parte delle scuole di Rieti, nell’area antistante il supermercato Perseo: le promesse di ricostruzione fatte alla cittadinanza prima e dopo le elezioni del 2017 non sono state mantenute e le elezioni si avvicinano di nuovo, è necessario costruire argomenti da spendere nella campagna elettorale già partita.

Ma gli interessi di rielezione dell’attuale maggioranza non possono essere perseguiti consumando le risorse della città e scambiando una speculazione edilizia per un’operazione di ricostruzione di un distretto scolastico, ci sembra che nella soluzione proposta dall’assessore ai lavori pubblici gli interessi della cittadinanza non siano pienamente rappresentati e che la soluzione proposta abbia molte lacune.

Crediamo sia giusto ricostruire e riteniamo adeguato il sito proposto.

Crediamo però che l’intervento, per produrre una soluzione efficace, sicura e di lungo termine, e non creare ulteriori problemi di sicurezza e vivibilità del quartiere, debba essere esteso a tutta l’area dell’ex parco di viale Matteucci, da via Verani a via dello Sport di fronte alla questura. Non è possibile pensare di risolvere i nodi del traffico e della fruibilità dell’area, che sarebbero ulteriormente appesantiti dalla presenza di due scuole, intervenendo solo su una parte di essa e permettendo contemporaneamente l’edificazione di immobili residenziali sulla restante parte.

Non condividiamo l’idea dell’amministrazione comunale di seguire la strada dello scambio di concessioni edilizie per porzioni di terreni posseduti da privati. Su quei terreni ad oggi non si può costruire, non è interesse della città concedere permessi di costruzione a privati sacrificando la possibilità di eseguire un intervento di riqualificazione urbana già necessario oggi e che non sarà più rinviabile quando saranno costruite le scuole.

L’urbanistica contrattata in questi casi non ha alcuna possibilità di risolvere le problematiche del quartiere e offrire una soluzione efficace rispetto ai bisogni della città.

Crediamo che la strada da seguire sia quella dell’esproprio dei terreni, che essendo attualmente aree verdi hanno un costo di esproprio sostenibile rispetto ai fondi della ricostruzione disponibili, e di una attenta progettazione urbanistica che si occupi di riqualificare la viabilità e reintegrarla in quella generale, ricollegare il centro commerciale al tessuto urbano della città, bonificare un’area verde abbandonata e profondamente degradata e offrire alle nuove scuole una collocazione che ne massimizzi la fruibilità e non ne condizioni la progettazione.

Ogni soluzione alternativa è pura speculazione edilizia e consumo di suolo e non raggiungerà alcuno degli obiettivi che è necessario porsi in questo contesto.