Dove va la sanità reatina e laziale? Daniele Rinaldi (NOME Officina Politica), estratto convegno su sanità reatina 29.06.2019

Dove va la sanità reatina e laziale? Daniele Rinaldi (NOME Officina Politica), estratto convegno su sanità reatina 29.06.2019

PREMESSA

  • …. – 2007 certificato un disavanzo di 2 miliardi di Euro sulla Sanità del Lazio
  • 28 Febbraio 2007: la Regione Lazio sottoscrive il Piano di Rientro avviato nel 2008 secondo Programmi Operativi predisposti dal Commissario ad Acta
  • 23 Dicembre 2009, Legge n. 191: mantenimento della gestione commissariale
  • 30 Settembre 2010, DCA 80/2010 riordino dell’offerta ospedaliera nella Regione Lazio
  • 2 aprile 2015, Decreto Ministeriale n. 70/15: Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera

Questo il contesto in cui si svolge l’indagine, focalizzata su anni dal 2010 al 2017, stanti le precondizioni in  cui sono maturate le scelte

Questo per misurarne gli effetti anche in relazione agli obiettivi sanitari generali, dei vicoli di bilancio, dei livelli di assistenza.

La relazione si basa sulla analisi critica dei dati reperibili sulle banche dati ufficiali e pubblicazioni di settore;

il dettaglio delle elaborazioni, tabelle e grafici sono consultabili a QUESTO LINK

La ASL di Rieti nella riorganizzazione della rete ospedaliera 2010 – 2017-

Il Decreto del Commissario ad Acta 80/2010 prevedeva una dotazione di 369 posti letto di ricovero ordinario e 49 posti letto di day hospital

Il successivo Decreto del Commissario ad Acta 5 luglio 2017, n. U00257 prevede una dotazione di 429 posti letto.

A fronte di tali previsioni nel 2017 il Mistero della salute censisce 342 posti letto, e gli atti ASL riportano una ulteriore diminuzione nel 2018 (300 posti per acuti e 25 in Day Hospital). Quindi, una diminuzione di posti letto nella misura di oltre il 25 %,

Smentendo i suoi stessi atti, la Regione Lazio prosegue, dal 2010 ed ancor oggi, una costante contrazione di posti letto realmente disponibili nella Provincia di Rieti.

Abbiamo preso in considerazione i dati del Ministero della Salute relativi alla Regione Lazio, osservandone la evoluzione nel periodo 2010-2017.

  • Rieti: da 2,8 posti letto/1000 ab. anno 2010 à 2,2 posti letto/1000 ab. anno 2017 (anno 2018: 2,0 p.l/1000 ab.)
  • Viterbo: da 3,4 posti letto/1000 ab. anno 2010 à 2,3 posti letto/1000 ab. anno 2017
  • Latina: da 3,2 posti letto/1000 ab. anno 2010 à 2,6 posti letto/1000 ab. anno 2017
  • Frosinone: da 3,3 posti letto/1000 ab. anno 2010 à 2,7 posti letto/1000 ab. anno 2017
  • Roma: da 4,7 posti letto/1000 ab. anno 2010 à 3,9 posti letto/1000 ab. anno 2017
  • Lazio: da 4,3 posti letto/1000 ab. anno 2010 à 3,6 posti letto/1000 ab. anno 2017
Posti letto / 1000 abitanti
2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 Δ 2010-2017
Rieti 2,8 2,7 2,4 2,4 2,3 2,3 2,3 2,2 -22%
Viterbo 3,4 2,9 2,6 2,7 2,7 2,8 2,7 2,3 -32%
Latina 3,2 3,2 2,8 2,8 2,8 2,7 2,6 2,6 -16%
Frosinone 3,3 3,4 2,9 2,8 2,6 2,5 2,7 2,7 -17%
Roma 4,7 4,4 4,3 4,2 4,1 4,0 3,9 3,9 -16%
Lazio 4,3 4,1 3,9 3,8 3,7 3,6 3,6 3,6 -17%

L’andamento mostra la penalizzazione della Provincie periferiche rispetto a Roma, che risulta al di sopra della media regionale e – fattore ancor più significativo – superiore al limite di legge di 3,7.

Nel corso degli anni, si evidenzia una marcata differenza territoriale, a tutto vantaggio della Capitale che detiene un numero di posti letto enormemente squilibrato rispetto alle Province minori e che colloca inesorabilmente quella di Rieti all’ultimo posto

Al 2017 Roma detiene 1,75 p.l./1000 ab in più rispetto a Rieti, 1,60 rispetto a Viterbo. Di fatto, la Regione Lazio rientra nel limite imposto per legge “grazie” al sottodimensionamento della dotazione delle altre Province rispetto alla Capitale.

Per Rieti, alla riduzione del numero dei posti letto 2010-17 pari al 22%, corrisponde anche una diminuzione dei ricoveri ( – 31%), che passano da circa 7.000 nel 2010 a meno di 5.000 nel 2017 (Dati Regione Lazio).

EMIGRAZIONE OSPEDALIERA E QUALITA’ DEL SISTEMA SANITARIO REGIONALE

La ASL di Rieti certifica al 2017 una alta percentuale di mobilità passiva (50%); in particolare i dati ISTAT al 2016 rilevano una emigrazione FUORI REGIONE di quasi il 20%, tra le peggiori in Italia (100esima posizione rilevata da ilSole24ore).

Tale mobilità passiva comporta non solo ovviamente la riduzione dell’accesso dei cittadini ai servizi sanitari provinciali, ma anche un danno economico per  Regione Lazio ed ASL di Rieti, costrette a rimborsare i servizi sanitari svolti presso altre ASL e le Regioni. La Regione Lazio, da questo punto di vista, detiene un parametro economico estremamente negativo in quanto detiene il terz’ultimo saldo in Italia.

La analisi dei report ufficiali (Ministero della Salute) ci porta a rilevare che la scelta di accentrare le risorse sulla Capitale non ha peraltro comportato, rispetto ad altre Regioni, il miglioramento del sistema sanitario regionale, che detiene punteggio di qualità ed efficienza inferiore rispetto a tutte le altre del Centro Italia.

In particolare, la analisi dei Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.) vede la Regione Lazio tra gli ultimi posti in Italia, nettamente distanziata da Umbria, Toscana, Marche, Abruzzo.

GLI INVESTIMENTI IN ARRIVO

Alla luce dei dati analizzati, possiamo affermare che alla sanità reatina “mancano” ben oltre 200 posti letto.

Roma non appare né fattore di attrazione per i malati di Rieti, che si rivolgono in larga misura fuori Regione, né rappresenta un volano per l’incremento dei livelli qualitativi del sistema regionale, sia in termini di livelli di assistenza, che in termini economici.

Gli atti aziendali della ASL, motivano il perdurare della situazione di difficoltà di Rieti con l’assenza di “un piano cospicuo di investimenti”, che sarà per il futuro rinvenibile, tra l’altro  nel previsto piano di edilizia sanitaria presso gli ospedali di Amatrice e Rieti.

NOME ha da tempo rimarcato la necessità di un ragionamento ad ampio raggio non solo sul contenitore, ma sulle specialità mediche che il futuro nosocomio andrà contenere; ciò anche in considerazione del bacino di utenza rappresentato dalla Provincia di Rieti, sulla soglia dei 150.000 abitanti che marcano la differenza fra un presidio ospedaliero di base ed uno di I livello.

SQUILIBRI TRA TERRITORI: NON SOLO SANITA’

La necessità di un riequilibrio complessivo negli investimenti della Regione Lazio, in particolare nei confronti delle “province di frontiera”, è stato oggetto anche di una riflessione di carattere economico complessivo. Infatti, per ogni anno, una valutazione di larga massima ma realistica, consente di valutare che i 200 posti letto “mancanti” corrispondono:

  • a circa 30 milioni di Euro di mancato introito nella economia reatina di stipendi lordi
  • circa 10 milioni di Euro di addizionale IRPEF che, versata da contribuenti di Rieti, non viene “ribaltata” in servizi sanitari sul territorio.