L’esperienza dell’ALCLI a fianco delle istituzioni sanitarie

Nel 1998 l’ALCLI modifica il proprio statuto e inizia ad offrire i propri servizi ai pazienti oncoematologici sia pediatrici, sia adulti.

Al De Lellis in quell’anno era presente un DH oncologico formato da un ambulatorio e due stanze per le infusioni presso il reparto di Medicina II.

Insieme al Dott.Capparella e alla Dott.ssa Liberati si inizia a  programmare un potenziamento dell’assistenza socio-sanitaria:

– quella sociale ruota intorno al paziente e alla famiglia;

– quella sanitaria consiste nell’acquisto di apparecchiature e di arredi per il reparto.

E’ invece del ’99 la donazione da parte della nostra associazione di un mammografo e di un videolaparoscopio, acquistati con i proventi della Partita del Cuore con la Nazionale Cantanti.

Il mammografo per la diagnosi precoce del cancro alla mammella per l’ospedale di Rieti,  il videolaparoscopio per l’ ospedale di Magliano Sabina.

Nel 2005 l’ospedale attiva il servizio di Radioterapia, ciò consente ai nostri pazienti di non doversi più recare altrove per le cure e fa si’ che la mobilità da passiva diventi attiva; infatti oltre ai pazienti della provincia reatina,  presso l’ospedale si recano anche pazienti di altre regioni tra cui Puglia e Campania.

Tutto questo spinge l’ Alcli a realizzare una nuova sede che prevede la costruzione di mini-appartamenti per poter ospitare a titolo gratuito i pazienti e le famiglie che non possono sostenere i costi di una lunga permanenza fuori sede.

Crescono cosi’ i servizi offerti da questa associazione al fianco della struttura ospedaliera, perché il volontariato opera in sinergia con le istitizioni per poter essere sempre più efficace in termini di diagnosi e cura dei pazienti.

E’ appunto dei pazienti che vogliamo parlare, perché sono le persone che dovrebbero essere il centro delle attività di programmazione Socio-Sanitaria a tutti i livelli.

Purtroppo, per ragioni di spesa pubblica,  la Sanità è passata ad essere considerata una voce in perdita, mentre la buona salute dei cittadini dovrebbe essere considerata un investimento.

Nel 2014 con il Decreto Ministeriale 70 si è rivoluzionato l’intero sistema con la riorganizzazione per livelli e a farne le spese sono stati i piccoli ospedali di provincia con un bacino di utenza inferiore ai 90.000 abitanti.

Vogliamo ricordare il ruolo del volontariato che in quegli anni attraverso le assemblee permanenti aprì una discussione in merito, cercando di sensibilizzare la popolazione su ciò che stava avvenendo e cercando un confronto con le istituzioni  comunali, provinciali e regionali per scongiurare il rischio concreto del declassamento del nosocomio reatino e ponendo l’attenzione anche sugli ospedali di Magliano Sabina (trasformato in casa per la salute) e del Grifoni di Amatrice che poi ha subito il crollo nel terremoto del 2016.

Volontariato che, come coordinamento  unito in un insieme di associazioni, riuscì a scongiurare l’inserimento dell’oncologia nella prevista piastra multidisciplinare salvaguardando i servizi offerti e anzi rinforzando, grazie anche all’accoglimento da parte della presente dirigenza, la realizzazione di un reparto di degenza oncologica, oltre al DH.