MANIFESTO PER LA RIVOLUZIONE COSTITUZIONALE DEL REGIONALISMO – 3/4

LE PROPOSTE

Per quanto sopra esposto, CIVITER Associazione  intende promuovere un dibattito, che ponga un argine a questa deriva di inefficienza e sperpero di risorse, sostituendo al fallimentare progetto ideato a tavolino e ivi rimasto, senza riscontri reali nella vita della popolazione, una proposta che parta proprio dal territorio e dai cittadini che lo abitano al fine di giungere ad un soggetto amministrativo che sia espressione reale della volontà della gente, delle sue aspettative, delle sue necessità, del suo comune sentire.

Nel Nord del Paese già da tempo la società civile si sta muovendo con il supporto degli amministratori locali. Sono stati proposti Enti di Area Vasta che raggruppano provincie con esigenze e bisogni comuni già unificate nella vita reale dalle spontanee dinamiche dell’economia e sotto la spinta della società civile. E’ il caso di “VIVRÒ” la macroprovincia costituita dalle provincie di Vicenza Verona e Rovigo oppure di “PATREVE” Padova, Treviso, Venezia.

Si tratta di proposte che sino ad oggi si sono scontrate con un Parlamento ancora poco attento ad un fenomeno in fermento, ma che stanno andando avanti attraverso sinergie delle provincie interessate su temi specifici. Il tutto in preparazione ed in attesa di una legittimazione normativa che potrà essere attuata solo attraverso un più ambizioso progetto di revisione dell’ordinamento dello Stato, che siamo sicuri dovrà trovare orecchie attente, nel momento in cui questo fermento raggiungerà una adeguata “massa critica”, a cui intendiamo contribuire.

E’ di questi giorni la notizia che si terrà un referendum nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola per il cambio di Regione, mentre la aspirazione di molti comuni ad una revisione della propria collocazione regionale ha recentemente trovato un faro nella esperienza di Sappada, che dopo un lungo percorso, ha lasciato il Veneto per tornare in Friuli Venezia Giulia.

Questo fermento è la testimonianza che il Regionalismo non ha reso le risposte che i suoi ideatori avevano pensato. L’opinione pubblica sta prendendo consapevolezza che il Regionalismo non è in grado di mantenere fede alle aspettative riposte. Il momento storico è propizio per passare dalle parole ai fatti.

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