Parcheggio Ospedale: una soluzione si può trovare (se si vuole)

Parcheggio Ospedale: una soluzione si può trovare (se si vuole)

8 Dicembre 2017 0 Di NOME Officina Politica
La frittata è fatta, inutile girarci intorno. I lavori sono appaltati, l’impresa pretenderà (giustamente) il compenso pattuito. I tavoli di concertazione, gli ordini del giorno comunali, la rimodulazione delle fasce orarie di sosta, potranno solo alleviare un danno ormai sotto gli occhi di tutti.
Come NOME Officina Politica, non ci interessano lotte di potere e complotti per la successione alla presidenza del Consorzio per lo Sviluppo Industriale né discussioni sulla sua presunta indipendenza dalla politica (*), presunta ma non praticata visti i trascorsi del Presidente e di membri del CdA. Quello che ci interessa è che il Consorzio sta agendo al di fuori del suo mandato istituzionale imponendo di fatto ai cittadini di Rieti una nuova imposta a fronte della quale ad oggi non viene offerto alcun nuovo servizio, e crediamo che questo sia inaccettabile.
Pensare che si possa agire di forza nei confronti di MJ Mobilità a fronte di un contratto firmato, rischia di portare a danni ancor maggiori, nei confronti dei cittadini e dello stesso Consorzio per lo Sviluppo Industriale, che va preservato nelle sue funzioni e nella sua capacità operativa.
Ma ci sono spazi di manovra: la politica ha ancora strumenti tecnici per intervenire sulla grandezza di questa enorme frittata. Perché, come abbiamo già rendicontato in una precedente nota(**), questo pasticcio “vale” un giro di affari di oltre 6 milioni Euro, paragonabile a quello del parcheggio multipiano di piazza Oberdan. E’ evidente la sproporzione di cifre che salta all’occhio anche inesperto, quando si è posti in condizione di paragonare un parcheggio multipiano nel centro storico di Rieti con un parcheggio di superficie in mezzo al deserto.
Di questi 6 milioni, 2.562.000,00 di Euro (€ 102.480,00/anno x 25 anni) sono la fetta che si è ritagliato il Consorzio di Sviluppo Industriale, che ha ritenuto, nel bando di gara, di essere titolare di una tale enorme cifra – soldi dei cittadini – quale canone di concessione per motivazioni di cui non abbiamo trovato alcun riferimento negli atti in nostro possesso.
NOME Officina Politica considera questa gabella, che ogni anno il Consorzio prevede di “drenare” dagli incassi della gestione del parcheggio, un compenso che non ha alcun fondamento in termini di ricaduta sociale, ed al contrario ha l’effetto di incrementare il costo della tariffa per consentire a MJ Mobilità il giusto compenso per il proprio investimento.
Quindi: ridurre il costo complessivo dell’opera per il concessionario, tra opere materiali e “costi immateriali”, per consentire una proporzionale riduzione dell’importo della tariffa di sosta.
Il Consorzio dello Sviluppo industriale, con idoneo atto amministrativo, provveda alla rinuncia a tale “benefit” di € 102.480,00/anno, rinegoziando di conseguenza l’ammontare della tariffa, a parità di durata della concessione.
Ciò fatto, il Consorzio proceda, nella discrezionalità della Amministrazione concedente ed in accordo a quanto previsto nel codice degli appalti, ad una riduzione del 20% delle opere appaltate, giacché alcuni interventi sembrerebbero non pertinenti rispetto alle esigenze dei cittadini che usufruiranno del parcheggio (pensiline fotovoltaiche, ufficio informazioni, bagni pubblici).
NOME Officina Politica ritiene che le misure di cui sopra, sommate ai minori oneri finanziari, siano tali da consentire la riduzione dell’importo della tariffa in misura di oltre il 50%.
Senza bisogno di porsi in posizione di subalternità rispetto ad un imprenditore che ha già compreso l’approssimazione politica con cui si è evoluta questa vicenda, e che già comincia a fare la voce grossa (a che titolo interviene sul tema dei parcheggi interni dell’ospedale? O del parcheggio “concorrente” su via Kennedy?).
Questi gli strumenti tecnici che proponiamo, e mettiamo a disposizione della politica, che (finalmente) agisca con una visione di sistema sull’intero comparto urbanistico. Salva la ovvia considerazione che il faro dell’operazione debba essere l’interesse del territorio e la trasparenza nei confronti del cittadino, termini rispetto ai quali NOME intende per il futuro agire con tutti gli strumenti anche di tutela legale.