Immigrazione a Rieti: tra politica e propaganda

Immigrazione a Rieti: tra politica e propaganda

24 Ottobre 2018 0 Di NOME Officina Politica

E’ stato diffuso nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore un “Indice della criminalità 2018” con i dati relativi ad ogni provincia. E Cicchetti li ha commentati così: “è evidente, tranne ai pochi che non vogliono vederlo, che l’aumento dei reati denunciati è connesso alle problematiche legate alle ultime ondate migratorie ben diverse da quelle conosciute nei decenni passati”.

Andiamo allora a leggere i dati, come disponibili sul sito del Sole 24 ore, e a vedere se i reati sono aumentati, e quali in particolare. Poi, se si può davvero ipotizzare il loro legame con le “ultime ondate migratorie”. Noi siamo tra i “pochi che non vogliono vederlo”. Siamo pochi forse perché molti prima di fare dichiarazioni non leggono i dati; o li leggono contando che molti non lo facciano.

Analizzando questi dati (http://lab24.ilsole24ore.com/reati2018/), si desume che:

  • Il numero delle denunce è di 4238, aumentato sì del 19% rispetto al 2017, anno di minimo rispetto ai precedenti. Ma i reati sono addirittura un po’ diminuiti rispetto al 2015 (quando furono 4303).
  • Il rapporto dettaglia però solo alcune tipologie di queste 4238 denunce, probabilmente per i reati che destano più “allarme sociale”; la somma di queste fa solo 1385 su 4238. Non sono listati fra i 1385 ma rientrano nei 4238 querele, diffamazioni, reati ambientali, abusi edilizi, corruzione, peculato, omesso versamento delle ritenute previdenziali e così via.
  • La tipologia di reato più presente ed in costante crescita dal 2015 (ad un tasso di ben il 30% negli ultimi anni) è quella delle truffe e frodi informatiche. Non solo: nella classifica di “denunce per abitante”, Rieti avanza per queste truffe e frodi più velocemente che le altre province: da 100° ad 83° a 45°. Non crediamo però davvero che si possano attribuire questi reati alle ultime ondate migratorie; forse piuttosto qualche truffa a danno dei migranti.
  • Lo stesso numero di denunce riguarda i furti in abitazione, 411 nel 2018. Se è vero che sono consistentemente più che nel 2017 (337) esse sono paragonabili a quelle del 2016 (392) e consistentemente meno che nel 2015 (461). Anche qui, non risultano alla cronaca delle operazioni di polizia che abbiano individuato come responsabili migranti delle “ultime ondate”. Piuttosto, sebbene noi non crediamo che ciò sia rilevante, andrebbe rilevato come nell’ultimo anno il primo di sindacatura Cicchetti, ci sia stato un aumento del 22%, mentre negli anni precedenti i furti in abitazione diminuivano del 15% ogni anno. Né ci sembra che si possa immaginare che in precedenza i cittadini scegliessero di non denunciare il furto in casa ed abbiano iniziato quest’anno.
  • Sostanzialmente stabili sono i furti con destrezza e gli scippi, mentre in lieve diminuzione i furti in esercizi commerciali.
  • Discorso a parte va fatto per reati di incendio e legati agli stupefacenti (un centinaio l’uno), per i quali non esiste un raffronto con gli anni precedenti. Siamo al Top (7°) per gli “incendi per abitante”, ma questo è comprensibile, dato il rapporto boschi/abitanti. E siamo a metà classifica (45° su 106) per reati legati agli stupefacenti. Questa, che però riguarda solo il 2% delle denunce, è certamente una tipologia di reato che il Sindaco assocerebbe alle “ultime ondate migratorie”. Però Rieti risulta essere una provincia con un tasso di migranti regolari molto inferiore alla media, mentre i richiedenti asilo sono distribuiti (almeno a livello regionale) proporzionalmente alla popolazione. Allora come spiegare questa posizione in classifica, in media nazionale mentre siamo più bassi per gli altri reati? Beh, perché questa tipologia di reato è, diversamente dalle altre, legata ad una legge di domanda/offerta; e non c’è ragione di credere che in provincia ci sia meno domanda di stupefacenti che nelle altre province. Secondariamente, si potrebbe anche ipotizzare che ci sia una maggiore attenzione al fenomeno da parte delle forze dell’ordine, che sono qui meno distratte da altri tipi di reato.
  • Infine, come non rilevare che negli anni costantemente nessuna o solo una denuncia per usura? Eppure non pare che la provincia di Rieti ne sia immune; in questo condividiamo l’appello di Cicchetti a maturare “la forza e la capacità di denunciare eventuali atti criminali subìti, senza indugiare nella rassegnazione come, purtroppo, accade altrove, in quei territori nei quali non si ha più fiducia nello Stato e si preferisce non denunciare”.

Alla luce di quanto sopra, non possiamo che definire sbagliata la analisi di Cicchetti sull’aumento di criminalità ed infondata la associazione al tema migratorio. Questo secondo aspetto preoccupa particolarmente: non è purtroppo la prima volta che vediamo Cicchetti distorcere dati oggettivi ad un suo proprio messaggio politico, come altri utilizzare la propaganda per mascherare i problemi reali di questa città.

Lo fece già alla presentazione del sondaggio (ancora reperibile su sondaggipoliticoelettorali.it cercando “Rieti”) commissionato dal proprio partito riguardo i problemi della città durante la amministrazione Petrangeli e sul possibile candidato Cicchetti.

Ebbene Cicchetti illustrò come il 65% dei reatini ritenesse un problema la “Gestione dei flussi migratori”. Era un falso, perché invece il 65 era un punteggio assegnato al tema tra il 100 (molto importante) ed 1 (non importante): un 6 e mezzo, insomma, in una scala in cui le opportunità per i giovani (80) e la Possibilità di trovare lavoro (79) sopravanzano gli altri temi, con buon ultimo quello della Sicurezza Personale (61).

Scarica qui la tabella riassuntiva dei reati a Rieti rielaborata da il sole 24 ore