Stazione FS: terra di nessuno?

Stazione FS: terra di nessuno?

11 Dicembre 2018 1 Di NOME Officina Politica
E’ di pochi giorni fa la segnalazione di una studentessa universitaria, che postava foto di degrado della stazione ferroviaria di Rieti. Vetri delle porte incrinati o rotti, sporcizia e cartacce, persone senza fissa dimora con letti di fortuna sulle panchine interne o orbitanti intorno alla stazione con fare sospetto.
La paura da parte delle persone transitanti, soprattutto studentesse e lavoratrici in orario tardo, di incorrere in incontri spiacevoli, completa il quadro critico di una “terra di nessuno” dalle prime luci della sera fino al mattino, alla riapertura della stazione.
Qualche anno fa, anche su sollecitazione del Comitato Pendolari Reatini e su interessamento del Prefetto Dott.ssa Marolla, si era riusciti in collaborazione con il Comune di Rieti, ad attivare un infopoint Cotral ed un presidio dei Vigili Urbani, cercando di creare i presupposti di una continua presenza dissuasiva, di personale vario e dare sicurezza all’intera area.
E’ rimasta una bella intenzione, il presidio dei vigili urbani ben presto è sparito, così come è venuta sempre meno la presenza di personale Cotral nell’infopoint.
La cronaca locale ci rammenta periodicamente che in questa zona fervono attività illegali che vanno dalla ricettazione, allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla prostituzione, in particolare da parte di immigrati.
A livello nazionale, uno degli ambiti in cui la sfida della sicurezza è più pressante è indubbiamente quello delle stazioni ferroviarie. Nonostante l’impiego dei sistemi di videosorveglianza, risulta quasi impossibile controllare h 24 le oltre 2 mila stazioni. Per questo motivo, si rivela ancora oggi decisivo il fatto che le stazioni siano presenziate da personale dipendente.
Tuttavia, il treno della storia marcia in ben altra direzione. Dal momento che la tecnologia non potrà essere rinnegata, una delle sfide sarà quella di conciliare lo scenario delle stazioni telecomandate con le esigenze di sicurezza dei passeggeri.
Tra le iniziative del Gruppo FS ricordiamo il piano per l’installazione di tornelli, recinzioni e sistemi di videosorveglianza per la riqualificazione di circa 90 stazioni lombarde, mentre in Sicilia, la Polizia Ferroviaria ha adottato un nuovo supporto informatico sempre interconnesso con la Sala Operativa della Polfer.
A questo punto, però, poniamoci come domanda quale sia la percezione della sicurezza dal punto di vista dei passeggeri. Un’indagine di qualche tempo fa ha distinto tra valutazioni “a caldo” e “a freddo”: se dalle prime, immediate, emerge un giudizio delle stazioni come “abbastanza sicure”, nelle seconde spicca un pregiudizio negativo.
Nelle valutazioni “a caldo” le piccole e medie stazioni raccolgono, rispetto alla percezione istantanea di sicurezza, un punteggio medio superiore alle grandi. Per quanto riguarda gli orari, nel caso delle grandi stazioni è percepita più critica la prima parte della mattinata, per le medie stazioni il primo pomeriggio, nelle piccole emergono particolari criticità nelle ore serali.
La valutazione sulla sicurezza della stazione accentua il dato negativo man mano che da “istantanea” tende a diventare più fredda e ragionata, come se alla lunga prevalesse un pregiudizio negativo sulla sicurezza della stazione ferroviaria.
Chiaramente, i luoghi maggiormente frequentati (bar, ristoranti, biglietteria ecc.) sono considerati sicuri. Viceversa, particolarmente critico appare il livello di insicurezza vissuto quando si sosta o si transita nell’area dei servizi igienici e nei sottopassi. Tuttavia, numeri alla mano, i luoghi maggiormente esposti agli illeciti sono proprio quelli più frequentati come, per esempio, la biglietteria, la galleria e gli esercizi commerciali. È il caso di dire, percezione e realtà viaggiano su binari opposti.
La sicurezza urbana è il bene pubblico relativo alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso il contributo congiunto degli enti territoriali attraverso interventi mirati che vanno dalla riqualificazione e recupero delle aree dei siti più degradati agli interventi di sostegno contro l’esclusione sociale passando dalla prevenzione della criminalità.
Come può agire una amministrazione comunale? I “Patti per la sicurezza urbana” sono accordi sottoscritti tra il Prefetto ed il Sindaco per individuare gli interventi necessari per la sicurezza urbana: prevenzione della criminalità diffusa e predatoria, promozione della legalità e del contrasto dei comportamenti che turbano il libero utilizzo degli spazi pubblici. Altro obiettivo, la promozione del rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione tra le amministrazioni.
I Patti sottoscritti sono accompagnati da strumenti ad hoc per l’attuazione di iniziative congiunte con realtà presenti sul territorio, possono coinvolgere anche amministratori di condominio, imprese, associazioni di categoria, consorzi e comitati di residenti e negozianti. I soggetti che si assumono quota parte degli investimenti necessari possono essere beneficiati dal Comune competente con l’esenzione da IMU o TASI.
Infine, citiamo l’articolo 9 del “decreto Sicurezza” che introduce «Misure a tutela del decoro di particolari luoghi» destinate a garantire la piena vivibilità delle aree urbane sia quelle più frequentate da cittadini e turisti, sia quelle considerate nevralgiche per la mobilità contro i comportamenti che li rendano poco sicuri: bivacchi, accattonaggio, «con modalità vessatorie» o «mezzi fraudolenti», prostituzione ostentata, ubriachezza molesta, commercio abusivo.
Concludiamo dicendo che, a fianco delle azioni repressive, c’è bisogno di attuare un programma di prevenzione dell’illegalità e di ripristino della sicurezza intorno all’area della Stazione Ferroviaria che oggi rappresenta un “buco nero” attrattore di tali fenomeni. A partire da una efficace installazione di sistemi di videosorveglianza, visto l’annuncio dell’Ass. Masotti relativo alla conclusione del bando per l’acquisto e l’installazione di detti apparati.
E a partire anche da interventi “costo zero”, quali la predisposizione di spazi temporanei ad uso pubblico, il coinvolgimento del mondo associativo e di volontariato sociale, le vicine scuole; la promozione di nuove attività commerciali, il miglioramento e la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, una proficua interazione con i gestori del sottostante parcheggio coperto, anche in previsione, in un futuro ormai non molto lontano, di ritorno di “quel” parcheggio alla gestione comunale. Creare le condizioni un “perché” quel luogo sia frequentato, anche quando, in orari serali, vengono meno le esigenze strettamente legate al trasporto pubblico.
Immaginiamo, in prospettiva, un concorso di idee per “riempire di contenuti” tutta quell’area della città, anche prendendo spunto dalla ipotesi di restyling del capolinea autobus, paventata recentemente da alcuni esponenti della giunta, un diverso uso degli spazi verdi ai lati della stazione e dei gabbiotti commerciali lungo viale Morroni, ed una diversa relazione tra quegli spazi ed il resto della Città, oggi purtroppo bloccati da infelici scelte urbanistiche che stritolano quella area tra viabilità, parcheggio pubblico, servizi Cotral.
Per approfondire: