Coronavirus nelle case di riposo: Cicchetti e il contagio “incolpevole”

Coronavirus nelle case di riposo: Cicchetti e il contagio “incolpevole”

Negli ultimi giorni Rieti si è risvegliata dal suo guscio tranquillo di cittadina che i monti proteggono dal virus, e di colpo da provincia meno colpita è balzata in testa alle tristi classifiche nazionali in termini di incremento del contagio.
Questo non è avvenuto a causa della allegra “indisciplina” dei reatini che all’inizio della crisi affollarono la pista ciclabile. Questo è avvenuto per incuria nel luogo che doveva essere più preservato, essendo ormai note le caratteristiche e la morbilità del virus: le case di riposo.
Abbiamo assistito alla trasmissione televisiva (link) del nostro Sindaco, che fatte le lodi della Casa di Riposo di Santa Lucia, “molto ricercata dalle famiglie più avvedute di Rieti”, ha affermato che il problema “c’è stato” e che è stato dovuto ad un “incolpevole contagio”.
Ingiusto crocifiggere un ente benemerito, dice il Sindaco; nessuno vuole però farlo. Ma neppure quanto accaduto può essere attribuito al fato incolpevole. Ed autoassolutorio il “c’è stato”: il problema “c’è” e il fatto che si stia “procedendo con le terapie adeguate” non è affatto tranquillizzante.
Il Sindaco dimentica di essere la Autorità Sanitaria Locale, che può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti in caso di emergenze sanitarie. Egli stesso aveva assunto l’iniziativa di chiudere le piste ciclabili, per proteggere la popolazione della sua comunità.
Le sue raccomandazioni alle Case di Riposo, contenute nella ordinanza del 28 Marzo – 3 giorni dopo la esplosione del caso di Nerola, risultano emesse a buoi scappati dalla stalla. Eppure già dal 15 Marzo gli organi di stampa avevano dato notizia di quanto successo alla Casa di Riposo di Mediglia, in Lombardia (che oggi conta oltre 60 decessi). Evidentemente ci si riteneva ancora protetti dalle montagne, fin quando non è successo anche a Nerola.
Riteniamo grave il non aver ravvisato da allora il pericolo e non aver imposto e controllato quei provvedimenti da subito.
Infine, riteniamo grave affermare che “a Rieti tutto è sotto controllo” nel mentre il Prefetto ha dovuto richiamare la ASL alla massima intensificazione e tempestività e a seguire la medesima ASL comunica che sono in corso esami su tutte le case di riposo del territorio, mentre esplode una nuova emergenza all’ARES 118, con 17 operatori positivi al Covid 19.
Il Sindaco, forte della esperienza maturata in tante altre città italiane, avrebbe ben potuto governare con i propri strumenti “ in tempo di pace”. Tanto che realtà a Rieti similari hanno curve di contagio ben diverse da quella reatina, in piena esplosione “esponenziale”. Adesso almeno non perda il lume della oggettività dei fatti e dimostri di essere quel bravo ed esperto amministratore pubblico che in campagna elettorale diceva di essere.